martedì 10 novembre 2015

Piroscafo Umberto Primo-Motonave Balilla

Il piroscafo "Umberto I° " , gemello del "Menaggio", viene costruito dalla ditta Colombo di Genova per la "A.Giussani" di Lecco.
L'Umberto Primo nel suo aspetto originario
L'Umberto primo in navigazione davanti a Villa d'Este,in Cernobbio
Umberto primo mentre lascia il pontile tre di Como.In primo piano il piroscafo Brunate
Foto tratta da Delcampe
 L'Umberto primo a Cernobbio
  
 L'Umberto Primo all'approdo di Cernobbio
• Dotato di una macchina della Escher&Wyss da 60CV, comincia nel 1878 il servizio tra Lecco e Bellano, insieme agli altri piroscafi della "Giussani".
• L'"Umberto I° ", come il gemello "Menaggio", soffre di frequenti problemi all'elica, che giunge a staccarsi durante la navigazione in un paio d'occasioni. Va detto che è il primo esempio di elica applicata a un piroscafo sul lago di Como.
• Nel 1884, dopo diversi anni di passivo, la "Giussani" viene assorbita dalle "Società Riunite", che di lì a poco riacquistano l'antico nome di "Lariana". L' "Umberto I° " diviene quindi di proprietà della società maggiore.
• Viene utilizzato in alternanza col "Menaggio" sui servizi del primo bacino. Tuttavia non è infrequente anche il suo utilizzo a centrolago.
• Il giorno di Natale 1909 una nebbia fittissima avvolge il lago, rendendo impossibile la navigazione; l'"Umberto I° ", in servizio in centro lago, si ferma a Cadenabbia, insieme al piroscafo "Volta".
• Nel 1918 i rimorchiatori della "Lariana" tutti requisiti dall'esercito durante la guerra, sono inservibili. Si decide dunque di trasformare in rimorchiatori i piroscafi "Menaggio" e "Umberto I° ". La trasformazione è azzeccata, e i nuovi rimorchiatori permettono di ottenere guadagni 10 volte superiori a quelli ottenuti con la precedente flotta di rimorchiatori.
• Sulla murata dell' "Umberto I° " viene affissa la poesia del Bertacchi "Il Divino Monello", che diviene anche il soprannome del piroscafo.
• Nel 1932 viene portato al cantiere di Tavernola per i lavori di trasformazione in motonave. Torna in servizio il 12 agosto 1933 con il nome di "Balilla".
                                                   

                                                   Motonave Balilla
 IL Balilla ancorato alla Grotta Azzurra a Lezzeno
• Del vecchio piroscafo è stato mantenuto il solo scafo; le sovrastrutture, interamente rinnovate, colpiscono per la linea, armonica ed elegante nonostante le piccole dimensioni della motonave.• Dopo alcune prove di stabilità e velocità, alla presenza degli incaricati del R.I.NA., viene inaugurata il 12 agosto 1933, con una crociera fino a Bellagio.A bordo, oltre agli invitati, una squadra di avanguardisti e una di Balilla, cui la Lariana offre così una mezza giornata di svago. Nel tardo autunno del 1944, per prevenire le incursioni aeree degli anglo-americani, si decide di decentrare parte della flotta in luoghi protetti; la motonave "Balilla" viene ormeggiata a Tremezzo, mimetizzata.
 Nell'immediato dopoguerra la Lariana, pur stremata economicamente, provvede ad attuare un lieve rimodernamento alle sovrastrutture del "Balilla", che con la sua economia di esercizio contribuisce alla ripresa del servizio nel periodo di grave crisi economica della gloriosa società.
 il 21 agosto 1952 il "Balilla", insieme a gran parte della flotta, viene requisito dalla Gestione governativa, che ingiunge alla Lariana la sospensione del servizio e lo assume su di sè.
BALILLA  ex-UMBERTO I  1878 - Lago di Como - www.simplonpc.co.uk
 Il Balilla in disarmo alla diga di Como
 Nel 1963 la motonave viene alata per l'ultima volta presso il cantiere di Tavernola; ritorna in servizio il 27 luglio 1964, ma dopo qualche anno è posta in disarmo alla diga di Como.
 Nel 1974 la motonave viene venduta al Museo della Barca Lariana di Pianello del Lario.La sede del museo non dispone però di uno spazio sufficentemente grande per contenere la motonave, che viene adagiata sul prato adiacente il Museo.
• Da allora il "Balilla" è rimasto su quel prato, esposto alle intemperie, di tanto in tanto curato dal personale del museo; purtroppo non si sono mai trovati gli ingenti fondi necessari per restaurare il natante.
IL 21 novembre del 2014 la motonave è stata spostata dal vecchio prato ad uno nuovo,adiacente al museo
articolo di BrevaNews


Museo della Barca Lariana: il ‘Balilla’ cambia posizione

La motonave è stata sollevata e riposizionata. Zanoletti: ‘Un passo alla volta, nell’ottica di riaprire il museo al pubblico’.


zzz-Balilla ph RP
Il sollevamento del ‘Balilla’ (Foto: RP)
PIANELLO DEL LARIO – Si dice che tutte le navi abbiano un’anima. Quella della motonave ‘Balilla’, ieri mattina, è sembrata salire verso il cielo leggera nel suo scheletro di metallo arrugginito dal tempo, battuto dalle intemperie, logorato dalla ferrea volontà di resistere. Un volo brevissimo, di pochi metri appena, eppure un viaggio.
Il ‘Balilla’ e il Museo. Issato in alto dal braccio poderoso di un’enorme gru e appeso a saldi cavi d’acciaio, il ‘Balilla’ pareva fluttuare nell’aria quasi senza peso. La spinta di una mano bastava a direzionarlo, dimenticando i suoi 24 metri di lunghezza per oltre tre e mezzo di larghezza e le sue attuali 33 tonnellate di peso, per ribilanciare le quali sono stati necessari due bilici di zavorre da 9 tonnellate l’una da applicare alla gru. Testimone antico e silenzioso di un’epoca che fu, tra i piroscafi più antichi che abbiano mai solcato il Lario (anzi, il suo scafo è considerato il più antico sui laghi italiani), il ‘Balilla’ venne varato nel lontano 1878 come piroscafo a elica con il nome di ‘Umberto I’ e poi trasformato in motonave nel 1933 (anno di rifacimento anche delle sovrastrutture). Nel 1974, dopo quasi un secolo di navigazione (per trasporto passeggeri), la motonave viene messa in disarmo alla diga di Como e poi acquistata, per 2 milioni e mezzo di vecchie Lire, dall’associazione fondatrice del Museo della Barca Lariana di Pianello del Lario.
Un progetto da realizzare. Ed è proprio qui che il ‘Balilla’ approda in quel medesimo anno e viene infine tirato in secca nel prato accanto al museo, dove è poi rimasto per quarant’anni senza più essere spostato, ormai parte integrante del paesaggio per gli automobilisti della vecchia ‘Regina’. Fino a ieri. Lo spostamento, in realtà, ha richiesto due giornate di lavoro ed è stato effettuato in due trance successive. Il breve volo ha portato il ‘Balilla’ un poco più vicino all’edificio del museo. Una ricollocazione strategica, legata a una visione futura: «Una passerella aerea pedonale, che scavalchi la viuzza che scende ripida al lago dividendo il museo dal giardino e colleghi il primo piano della raccolta museale direttamente al ponte della motonave, parte della collezione e del percorso di visita». Passerella che pare già lì, davanti agli occhi di GianAlberto Zanoletti, tra i fondatori del Museo della Barca Lariana e attuale proprietario, ma che in realtà è inserita in un progetto ancora da realizzare, atteso da tempo dagli abitanti di Pianello del Lario e dagli appassionati di nautica, che punta alla riapertura del Museo al pubblico.
«La gente del lago – ha affermato Zanoletti – ha contribuito molto attivamente al salvataggio della cultura e delle tradizioni lariane. Ed è proprio grazie ai loro sforzi se a Pianello esiste il Museo della nautica da diporto più importante del mondo».
Lavori e restauri. La costosa operazione di ricollocazione della motonave è stata effettuata con fondi privati, ma per la riqualificazione e messa a norma dell’intera struttura, compreso il restauro di tutto il materiale esposto, si dovranno trovare ben altre risorse. «Si va avanti a piccoli passi, un pezzo alla volta – spiega Zanoletti -, senza perdere la speranza. Per il ‘Balilla’ si sta pensando ad una copertura, definitiva o provvisoria, che possa ripararlo dagli eventi atmosferici. E poi il restauro. Un restauro conservativo, che consolidi l’esistente evitando fuorvianti falsi-storici. D’altronde anche gli oggetti sono, in un certo senso, vivi, e nel loro decadimento portano traccia veritiera della loro storia».
Un cambio di rotta. «Mi sento debitore nei confronti dei vecchi del lago per tutto ciò che mi hanno insegnato riguardo alle barche – ha affermato ancora Zanoletti -, per le testimonianze della loro maestria, del loro valore ed eccellenza. Un tesoro da conoscere e condividere perché sia apprezzato e divulgato. Ma soprattutto sono in debito per le loro lezioni di vita. E mi sento in dovere di ricambiare. Quasi tutti i vecchi del lago di allora oggi non ci sono più e si sta inesorabilmente perdendone la memoria. Ma il lavoro e la fatica quotidiana dei laghée sopravvivono. Anche nella storia del ‘Balilla’. Tutto questo andava salvato».
Il ‘Balilla’ ora dorme quieto nel suo nuovo angolo di prato, tra la ruggine e il tempo che ne sbiadiscono sempre più il nome. Nel ricollocarlo è stato riorientato e ora punta dritto la prua verso i venti del nord, quasi in un simbolico e beneaugurante cambio di rotta.
Elisa Denti
L'Inizio del 2016 fa ben sperare per il Balilla,che viene completamente riverniciato
Articolo de La Provincia

Una mano di vernice sulla motonave
A Pianello la Balilla ora spera

Il glorioso natante dal 1979 è visibile nel giardino del museo della barca lariana «Adesso l’obiettivo è quello di rimetterla in acqua»
Il Balilla si è rifatto il look. Spostata lo scorso anno dall’area sottostante alla strada a ridosso del Museo della barca lariana in posizione ancora più visibile, la storica motonave aveva indubbiamente bisogno di sostanziali ritocchi.
Per anni, infatti, era rimasta esposta in condizioni precarie, arrugginita ovunque. Nelle intenzioni dell’associazioni La Raccolta della Barca Lariana, proprietaria del battello e del Museo, la nuova collocazione rappresenta un segnale importante: grazie a un collegamento pedonale, il Balilla diventerà un tutt’uno con lo spazio espositivo e, parallelamente al proposito di riapertura del museo stesso, c’è anche l’intenzione di restaurare il battello, che magari potrebbe addirittura tornare a navigare.
Per ora è stato verniciato a nuovo
Una mano di vernice sulla motonave  A Pianello la Balilla ora spera

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